TEXAS TRIGGER
Luca Santese, Marco P. Valli
Il Texas, la “Lone Star” degli Stati Uniti, si distingue per essere il secondo Stato più grande del Paese e per il suo forte senso di identità: se fosse una nazione indipendente, la sua economia sarebbe al decimo posto nel mondo. Lo Stato continua ad attrarre un numero crescente di industrie e cittadini, attirati dall'assenza di imposte sul reddito e da una tassazione generalmente bassa. Negli ultimi dieci anni, queste condizioni hanno alimentato una rapida crescita economica, approfondendo al contempo le disuguaglianze sociali e ampliando il divario tra i più ricchi e i più poveri. Nel frattempo, ogni anno migliaia di migranti privi di documenti tentano di attraversare il confine che separa il Texas dal Messico. Il dibattito politico sul confine con il Messico è diventato sempre più divisivo, rafforzando il sostegno alle agende dell'estrema destra più incentrate sulla sicurezza.
Negli ultimi anni, il Texas ha assistito a un preoccupante aumento della tossicodipendenza e dei senzatetto. Questo fenomeno, in parte legato alla crisi nazionale degli oppioidi, ha visibilmente trasformato non solo le grandi città, ma anche i centri più piccoli e le zone rurali, dove l'accesso all'assistenza sanitaria, agli alloggi e ai servizi sociali è spesso limitato o inesistente.
Allo stesso tempo, il dibattito sui diritti LGBTQIA+ è diventato sempre più importante, alimentato dalle leggi statali che limitano l'accesso delle persone transgender all'assistenza sanitaria e riducono le tutele per la più ampia comunità queer. Queste normative hanno scatenato polemiche a livello nazionale, approfondendo il divario tra il Texas guidato dai repubblicani e una crescente opposizione da parte dei movimenti progressisti.
Dal punto di vista politico, lo Stato rimane una roccaforte repubblicana, una posizione rafforzata dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2024. Il diritto di possedere e portare liberamente armi da fuoco è profondamente radicato nella cultura locale, tanto da valere al Texas il soprannome di “Santuario del Secondo Emendamento”. Per molti texani, il possesso di armi da fuoco simboleggia l'indipendenza e la libertà, in contrasto con le crescenti richieste degli attivisti di norme più severe per affrontare la violenza armata.
In questo contesto, il Texas incarna pienamente molte delle dinamiche al centro dell'attuale dibattito politico americano: armi da fuoco, diritti civili, immigrazione e disuguaglianze sociali. Abbiamo quindi deciso di intraprendere un viaggio attraverso lo Stato per approfondire tali questioni.
Siamo atterrati a Dallas il 13 maggio 2024 e, in poco più di un mese, abbiamo percorso circa 5.000 miglia in auto, attraversando città e le zone più remote e scarsamente popolate. Il viaggio si è svolto nel pieno della campagna elettorale presidenziale del 2024, un periodo caratterizzato da eventi significativi come l'annuale riunione della National Rifle Association of America (NRA) e le convention dei partiti repubblicano e democratico.
Il libro è suddiviso in capitoli che seguono la cronologia degli eventi e degli incontri del viaggio. Tuttavia, non c'è un indice che li separi schematicamente: l'opera si sviluppa invece come una sequenza fotografica continua, in cui ogni parte scorre nella successiva attraverso uno stimolo visivo, una soglia che segna il passaggio da un capitolo all'altro. Oltre a riferirsi al meccanismo di un'arma da fuoco o al dispositivo che attiva i flash delle nostre macchine fotografiche, il trigger è anche inteso come un attivatore che disorienta e provoca una risposta emotiva.







